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mercoledì 13 maggio 2009

Il futuro delle discariche

Dove riuniremo i nostri rifiuti finiti una volta che non avremo più una discarica?
Oggi la discarica di S. Orsola è usata a livello regionale, ma dovrà essere chiusa tra due anni.
Quando arriverà il giorno della chiusura, l'unica discarica più vicina a noi si troverà a Orvieto.

Ma un giorno anche quella verrà chiusa come lo saranno tutte le altre discariche in Italia.
Allora avremo due possibilità:
- trasformare le nostre città in discariche, dato che molto probabilmente abbandoneremo i rifiuti sotto casa trasformando le nostre strade in letti di fiumi di percolato prodotti dai rifiuti uniti all'acqua piovana;
-oppure potremmo cercare delle soluzioni che renderebbero i rifiuti utili, come l'idea di costruire termovalorizzatori o stabilimenti in grado di usare il biogas prodotto dai rifiuti, o i rifiuti stessi per creare energia elettrica.

Questi produrrebbero basse quantità di sostanze inquinanti,così da rendere il nostro mondo migliore perchè utilizzando i nostri stessi rifiuti per produrre energia, ridurremo anche lo sfruttamento delle materie prime.

Allora l'inquinamento che ne deriva diminuirà, permettendo così al nostro pianeta di riacquistare la sua bellezza naturale.

venerdì 24 aprile 2009

Il mondo che sarà



Secondo voi i rifiuti crescono nei prati?
Logicamente non è così ma allora perché
ci sono?
Molti cittadini pensano che una qualsiasi
cosa gettata per terra o per strada non possa fare la differenza, e invece si sbagliano.
L'indifferenza, la pigrizia e la
svogliatezza delle persone non fa altro che peggiorare questa situazione.
Ci troviamo già in uno stato che può
essere definito “penoso” e sicuramente non migliorerà se si continua così.


Il problema principale della gente è la loro mentalità, ristretta e poco aperta a nuove idee, la quale impedisce che la raccolta differenziata venga praticata normalmente e soprattutto da tutti.
Il pensiero pubblico consiste nel concepire l'irrimediabilità della nostra situazione attuale, che però continua, irrimediabilmente e costantemente, a peggiorare.


Sicuramente la colpa non è solo dei cittadini ma, a volte, anche dell'inefficienza del nostro sistema di smaltimento dei rifiuti, che non fa altro che impedire ai pochi (ma veramente pochi) cittadini di salvare il loro territorio in qualche modo da questo degrado, che lo sta stringendo in una morsa sempre più tragica.


Per concludere ci sentiamo di dover dire che tutti dovrebbero fare un piccolo sforzo per migliorare questo piccolo paese chiamato Spoleto che, senza essere vanitosi, è una vera è propria città bella, piena di arte e di storia.
Quindi per favore non distruggetela ma bensì aiutiamola.

mercoledì 11 marzo 2009

Lo spettacolo

Mercoledì 11 febbraio, la nostra classe, la I AL del liceo Scientifico "A.Volta" di Spoleto, eccitata all'idea di evadere dalla routine scolastica e dedicare un'intera giornata all'insegna dell'ambiente con il progetto COMIECO, si è recata all'Auditorium di Foligno per assistere allo spettacolo ideato allo scopo di informare noi giovani sul grave problema dello smaltimento dei rifiuti ed invitare noi tutti, attraverso filmati e testimonianze, a fare la raccolta differenziata.

All'interno del teatro c'erano anche altre classi provenienti da istituti di tutta l'Umbria. L'Auditorium, maestoso teatro, era pieno di poltrone rivestite di velluto rosso e aveva due piani molto grandi e con molti posti per sedersi. Successivamente abbiamo atteso con curiosità l'inizio dello spettacolo.
Luca Pagliari, giornalista e collaboratore della COMIECO, associazione per la raccolta differenziata di carta e plastica, ci ha illustrato lo spettacolo. La scenografia del palco era costituita da cinque scatoloni e in terra c'erano diverse cianfrusaglie, cartacce e oggetti di tutti i giorni. Mano a mano che raccoglieva uno di questi oggetti raccontava una storia, riferiva testimonianze inerenti ad esso e poi li “differenziava”,mettendoli nella scatola giusta.
Raccogliendo una busta di plastica ad esempio, ci ha raccontato la storia di un giovane sommozzatore che, immergendosi nell'acqua, si è stupito ritrovandosi circondato da una muraglia di meduse che in realtà erano buste di plastica. Prendendo in mano un accendino ha invece raccontato la storia di Cabral, guerrigliero africano che combatteva per la liberazione del proprio paese. Quest'ultimo, vedendo un giornalista europeo venuto in Africa per intervistarlo, che buttava un accendino scarico per terra, spiegò all'europeo, raccogliendo l'accendino, che quell'oggetto, anche se scarico, aveva molte proprietà tecnologiche che il popolo africano non conosceva e che quindi poteva essere molto utile e di vitale importanza in quanto poteva procurare il fuoco ovunque e in qualsiasi momento della giornata. Dopo questo incontro il giornalista lasciò l'Africa e vi ritornò solo qualche anno dopo, quando ormai Cabral era stato ucciso, e trovò bancarelle piene di centinaia di accendini, che dimostravano quanto fosse giusta l'affermazione del guerrigliero.
Poi ci ha raccontato la storia di una giornalista che aveva il compito di scrivere un reportage su un paese africano. Si recò lì e, chiedendo agli abitanti quali fossero i posti migliori per vedere l'aspetto e la vita vera di quel paese, la giornalista venne mandata presso una discarica, dove trovò una marea di persone che frugavano tra la spazzatura, venendo anche travolte dalla stessa nella speranza di trovare qualcosa che li potesse aiutare a sopravvivere.

Dopo aver raccontato queste storie ha completato la sua “raccolta differenziata” e ci ha esposto vari dati a favore del riciclo spiegandoci che un qualsiasi giornale quotidiano è fatto di carta riciclata mostrandoci anche un video che esponeva il percorso che compie la carta per poi diventare prodotto riciclato.
Riusando e riciclato la carta si potrebbero avere le discariche del 30% più piccole e inoltre, se i rifiuti organici fossero usati per creare del concime per fertilizzare la terra invece che essere buttati insieme a tutti gli altri rifiuti, si potrebbero avere discariche meno maleodoranti.

Infine è stato visualizzato un videoclip che mostrava le diverse forme che poteva avere la spazzatura. Il succo di questo spettacolo è che è importante fare la raccolta differenziata per migliorare la nostra vita e quella delle generazioni future, così da ridurre le dimensioni delle discariche e dell'inquinamento.

Dai vari commenti è amerso che forse ci aspettavamo uno spettacolo in chiave più scherzosa e divertente, o perlomeno che fosse più avvincente e soprattutto più coinvolgente. Non che non ci sia piaciuto, per carità, ma non tutti erano proprio "coinvolti". Comunque è stata una bellissima ed intelligente idea quella della VUS di cominciare una campagna a favore del riciclo e della raccolta differenziata partendo dai giovani, visto che noi siamo coloro che si ritroveranno il mondo tra le mani fra un po' di anni e perché siamo la fascia di età che ancora deve maturare e cominciare a fare le scelte giuste (e questa è una di quelle) perciò siamo anche quella più influenzabile. Sicuramente sarebbe molto più bello che facessimo tutti la
raccolta differenziata e non alla sbrigativa: un po' di carta nel secchione giallo, un po' di plastica in quello blu, lattine, vetro, eccetera tutte dentro quello grigio. Eppure lo fanno i grandi e i grandi sono responsabili, maturi. Invece dovremmo dire loro che così stiamo mandando tutto al macero, e saremo noi a ritrovarci tra i piedi il disastro che altri hanno fanno. Non significa diventare iperambientalisti ma solo volere un po’ bene all'ambiente. Si comincia dalle piccole cose come la carta di una Goleador o una sigaretta, ma che si devono buttare dentro al cestino, non come alcuni che le buttano per terra come se fosse una questione di principio. Ci vuole solo un po’ di buona volontà per non ritrovarsi le discariche ad un metro da casa nostra. Pensiamoci adesso, però, perché è un problema attuale, concreto, che sta degenerando.
È un appello che interessa tutti, nessuno escluso, perché sembra che molte persone credono di vivere su un altro pianeta e ce la cose non le riguardi. Per farla breve, il succo della questione è: aiutiamo la nostra cara Terra affinché noi tutti possiamo vivere un futuro, un futuro non su un mondo-groviera, circondati da rifiuti e spazzatura, ma su uno pulito, e per far ciò dobbiamo fare in modo che tutti insieme ci diamo una mano per raggiungere questo lontano e difficile, ma non impossibile, obbiettivo, insegnandolo anche a coloro che ancora non l’hanno capito.
Questa esperienza ci ha fatto capire comunque quanto sia importante il rispetto per l’ambiente, e quante persone dedichino la propria vita e le proprie risorse affinché tutti noi abbiamo un futuro più pulito,e le ringraziamo sinceramente, impegnandoci ad aiutarle anche noi. Anche se molti non hanno seguito lo spettacolo con molta attenzione, crediamo valga la pena ascoltare con qualche “sacrificio” e senza cadere "nel sonno". E’ stata una bella esperienza: la Comieco potrebbe proporla a parecchi altri ragazzi per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo a questo importante
argomento.

Gli studenti della classe I Al